9月3日
Capitolo 28.6 – Io e le sacre scritture
Premettendo che sono ancora incazzato per l’accaduto.
Poco fa citofonano a casa, vado a rispondere ed era una tizia che, con accento spiccatamente salentino, mi faceva domande sulla bibbia.
Voleva (anzi volevano perchè si capiva che c’erano più persone) probabilmente rubare la mia anima per sacrificarla al LORO dio adducendo motivazioni quali: la bibbia ci insegna ad essere bravi mariti e mogli, a creare una famiglia, ci promette la vita eterna, un mondo senza malattie…e tante altre favole.
Le ho detto “sono solo promesse” ma ha continuato.
”Lei ha mai letto questo splendido libro?” a questa domanda la risposta è stata “si, me l’hanno propinato al catechismo, grazie”. Probabilmente non ha capito che il “propinato” era offensivo ed ha continuato felice con un “ah, bene! Allora sa che il messaggio bla bla bla”.
Le ho detto che sono buddista pur di mandarla via, la notizia della mia conversione l’ha lasciata senza parole per una trentina di secondi, poi si è ripresa ed ha continuato facendo leva sul rispetto che da sempre (?!?) lega i buddisti alla bibbia, dicendo che anche loro la considerano un testo sacro. A questo punto pur di non dirle “Ma sei scema o cosa?! Svegliati e inizia a usare il tuo cervello per pensare!”, ho usato la carta del “ho da fare e vorrei tornare a ciò che facevo in precedenza”.
Chi diavolo ti autorizza, parroco, a mandare in giro dei babbei con il livello culturale di un comodino per fare proseliti parlando di cose che neanche conoscono? Avrei anche gradito il confrontarmi su questo argomento con un teologo, con una persona formata. Ma mandare una scimmia ammaestrata, che ripete sempre le stesse frasi preconfezionate, non fa che aumentare la mia convinzione che VOI ci vedete solo come pecore del vostro fottuto gregge e, udite udite, A ME NON SERVE NESSUN SIGNORE PASTORE PERCHE’ IO NON SONO UNA PECORA.
Penso che il giorno in cui chiederò lo sbattezzo si sta avvicinando inesorabilmente.